Il Sicomoro presenta la tela restaurata della Madonna del Confalone, icona che ha ispirato la Silent Academy per Matera 2019: report e foto

12 Dicembre, 2019 22:43 |
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La tela della Madonna del Confalone restituita ai cittadini materani. Presentato nel pomeriggio nella sede della cooperativa “Il Sicomoro”, in via Ridola, il restauro della tela che ha ispirato il progetto “Silent Academy” di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, coprodotto da cooperativa sociale il Sicomoro e Fondazione Matera Basilicata 2019 e dedicato al talento dei migranti.

All’incontro hanno partecipato il presidente della Cooperativa Il Sicomoro, Michele Plati, la restauratrice Gianna Iozzi, Monsignor Pino Caiazzo, Arcivescovo della Diocesi, Michele Leone, direttore dei beni culturali dell’Ufficio Diocesano e Rosangela Maino, presidente della Cooperativa “Oltre l’Arte”.

Il restauro, in accordo con l’Arcidiocesi di Matera-Irsina, ente proprietario, è stato condotto da Gianna Iozzi, sotto la direzione scientifica di Barbara Improta della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.

La grande tela della Madonna del Confalone era nella chiesa di San Pietro Caveoso, cuore popolare dei Sassi di Matera ora splendida piazza che ha aperto l’anno di Matera Capitale Europea della cultura per il 2019. Ed è proprio grazie ad un progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019 e della cooperativa sociale il Sicomoro che la tela seicentesca del Confalone torna alla cittadinanza, dopo aver ispirato le performance e le installazioni realizzate con i maestri migranti della “Silent Academy”.

“Mater Omnium” che sotto il mantello celeste dà cittadinanza agli esclusi insieme ai confratelli, gli incappucciati progenitori del Terzo Settore che ai poveri dedicavano il loro lavoro. Un’opera confraternale che racconta come l’arte può diventare strumento di inclusione e partecipazione. E produzione artistica, restauro e sociale tornano a giocare la stessa partita con la Silent Academy. I maestri migranti dell’Academy hanno provato infatti a rileggere, ridare voce e volto a quell’icona, insieme ad alcuni artisti internazionali. È a partire dai loro talenti, dal saper fare di cui queste persone erano maestre nelle loro terre che hanno provato costruire con la Silent Academy nuovi percorsi di cittadinanza e integrazione. Competenze che con le performance e le installazioni promosse quest’anno hanno raggiunto una dimensione pubblica, sono entrati nelle strade, nelle case e nei riti collettivi cittadini.

La grande tela cinquecentesca è stata posizionata nel luogo in cui è allestita la mostra della Silent Academy, proprio tra le opere che ha ispirato: gli abiti in emergency blankets (le coperte termiche usate durante gli sbarchi) del giovane sarto ivoriano Savane; i calchi che hanno dato vita al Carro Trionfale di cartapesta che il 2 luglio viene assalito e distrutto dalla popolazione, realizzato quest’anno per la prima volta con un giovane padre nigeriano, Kingsley, e un poeta artigiano, Mustafa, somalo; il grande murale dell’artista piemontese BR1 realizzato con i ragazzi della comunità per minori stranieri non accompagnati di San Chirico Raparo; la “Baronessa” opera lignea realizzata con alcuni maestri falegnami ospiti del progetto di accoglienza di Rionero in Vulture; i bozzetti dello stilista EloiSessou, gli ultimi da lui firmati prima della sua prematura scomparsa lo scorso agosto.
L’arte per costruire percorsi di integrazione sociale. È questa l’intuizione che ha spinto la cooperativa sociale il Sicomoro con la Silent Academy a finanziare il restauro dell’opera cinquecentesca, che ha letteralmente svelato il volto di una Madonna che nessuno più ricordava.

La fotogallery della presentazione della tela (foto www.SassiLive.it)

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