IDV: festa negli stadi di Matera e Melfi, guerra a Roma

6 maggio, 2014 12:11 |
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“Le belle immagini di festa negli stadi di Matera e Melfi, intorno alle due squadre cittadine, sono in netto contrasto con quelle dell’Olimpico di Roma. La violenza non deve entrare nei campi di calcio dove c’è posto solo per la passione sportiva di ragazzi e famiglie”. E’ quanto sostiene la segretaria regionale di IdV Maria Luisa Cantisani che aggiunge: “la “tolleranza zero” annunciata dal Governo va tradotta il più rapidamente possibile in misure nette perché se in Europa è stato possibile vincere la partita contro i gruppi organizzati violenti, come testimonia in particolare il “modello inglese”, non ci sono più alibi perché non accada anche da noi. Intanto, le ultime ricostruzioni giornalistiche dell’aggressione ai tifosi napoletani gettano ulteriori dubbi  – dice Cantisani – su come sono stati gestiti i servizi di sicurezza, tant’è che il raduno dei bus napoletani è stato voluto in un’area della capitale conosciuta come covo degli ultras giallorossi”.
Per il segretario nazionale di Italia dei Valori Ignazio Messina “non si può trattare con un capo ultrà che inneggia ad uno degli assassini dell’ispettore Filippo Raciti. Uno Stato che si piega fino a questo punto non solo ha perso, ma ha rinunciato a tutelare i diritti fondamentali sanciti dalla nostra Carta. ‘Genny ‘a carogna’ non sarebbe neanche dovuto entrare allo Stadio Olimpico indossando quella maglietta indegna. Interloquire con un personaggio accusato di contiguità con la camorra significa scendere a patti con la criminalità organizzata e perdere la battaglia della giustizia e della civiltà. Voglio esprimere la mia solidarietà e la mia vicinanza – aggiunge Messina – alla famiglia Raciti, offesa dalla debolezza dei vertici del calcio. Genny ‘a carogna oggi rilascia interviste e magari un giorno lo vedremo anche in qualche format televisivo. Ora, come al solito, si corre ai ripari e il governo si appresta a varare l’ennesimo decreto anti violenza negli stadi, sull’onda dell’indignazione dell’opinione pubblica. Speriamo che non si ripeta il solito ritornello del tutto cambierà affinché nulla cambi, in attesa del prossimo Genny ‘a carogna che ci dirà cosa potremo o non potremo fare”.

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