Sit-in a Matera del movimento dei Forconi di Basilicata
Lo sciopero avviato nei giorni scorsi dagli autotrasportatori, sostenuto dal Movimento dei Forconi che si è formato in Sicilia e si è propagato in diverse regioni italiane oltre a creare inevitabili disagi agli automobilisti rimasti a secco di carburante e ai consumatori allarmati per una possibile diminuzione di merce fresca sugli scaffali dei supermercati ha comunque raggiunto un obiettivo. Far capire al governo Monti che per salvare l’Italia non bastano solamente nuove tasse e riforme legate alle liberalizzazioni di alcune professioni. Per far ripartire l’economia e creare nuovi posti di lavoro servono anche altri provvedimenti urgenti, per dare risposte immediate a chi non ha la possibilità nemmeno di comprare i beni di prima necessità. Le richieste del movimento dei Forconi creato anche in Basilicata sono state illustrate in mattinata nel corso di un sit-in promosso in piazza Vittorio Veneto a Matera. All’incontro hanno partecipato Gianni Fabbris, già leader del movimento Terre Joniche che ha dato filo da torcere al governo nazionale per garantire i diritti delle popolazioni lucane e pugliesi colpite dalle alluvioni nel 2011 e Isaia Giannetti, promotore del Movimento Miracolo Lucano, che continua a portare avanti la battaglia per difendere le popolazioni lucane dallo sfruttamento delle compagnie petrolifere che estraggono l’oro nero sul nostro territorio.
Michele Capolupo
Riportiamo di seguito le istanze del Movimento dei Forconi di Basilicata e la fotogallery dedicata al sit-in promosso in piazza Vittorio Veneto a Matera (foto www.sassilive.it)
La crisi economica non si risolve, perchè mentre le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta con la povertà, il territorio si impoverisce, qualcuno si sta arricchendo accumulando ricchezze e privilegi ed ha tutto l’interesse a tenerla aperta il più a lungo possibile.
Le classi dirigenti regionale e nazionale lasciano che la nostra regione sia terra di saccheggio per avventurieri, speculatori, multinazionali e banche che utilizzano le nostre risorse lasciandoci devastazione ambientale, problemi alla salute, disoccupazione che aumenta, il PIL ai posti più bassi nazionali, i giovani che emigrano, le aziende che chiudono.
Per il diritto a produrre delle nostre aziende
- no all’aumento dei costi produttivi che scaricano sulle aziende le colpe della speculazione e si a regole di mercato e di lavoro trasparenti
- no all’aggressione di Equitalia e banche (che drenano il nostro risparmio, approfittano dei regali dei governi nazionali ed europei e non restituiscono alle famiglie ed alle aziende aumentando la crisi), si all’accesso delle risorse finanziarie.
Per il lavoro ed i diritti
- no alla disoccupazione ed alla perdita di diritti, si alla tutela del reddito per le famiglie garantito dal lavoro
- no alla fuga dei giovani dalla Basilicata, contro la precarizzazione del lavoro si al diritto al futuro
Per la difesa della nostra terra
- no allo sfruttamento selvaggio delle nostre risorse naturali (acqua, terra, petrolio), si ad un uso che le tuteli come beni comuni e riproducibili
- no al loro sfruttamento da parte di speculatori e multinazionali, si ad un uso che ridistribuisca i proventi ai cittadini lucani
Per la trasparenza delle informazioni
- no ad un uso privato delle informazioni e no al ricatto dell’ignoranza usato per fini elettorali
- si all’accesso alle informazioni per poter decidere e partecipare consapevolmente.
Dalla Sardegna e dalla Sicilia i pastori e gli agricoltori si organizzano chiamando tutte e tutti a scendere in movimento.
I Lucani hanno mille motivi per farlo insieme.








